Pandemia, lockdown, auto, flotte, noleggio auto… come è  cambiata la filosofia delle aziende che hanno delle flotte in gestione?
Luca de Pace, CEO e fondatore di Consecution Group, di cui myfleetsolution è una Business Unit, ha illustrato la situazione che si è creata negli ultimi due anni nel corso del Digital Event organizzato da Quattroruote, un confronto tra i massimi esperti del settore per cercare di analizzare la situazione del noleggio  flotte allo stato attuale.
“La prima richiesta, – ha esordito Luca de Pace – dettata anche dal panico generatosi nei mesi tra marzo e giugno 2020, era pressoché sempre la stessa: “aiutami ad uscire dai contratti senza farmi male” ed in subordine “aiutami a non pagare i canoni per i periodi in cui ho le vetture ferme”, richieste con carattere di urgenza e prospettiva di breve, brevissimo termine.
Fortunatamente per tutti noi la situazione relativa al Covid, dopo i primi durissimi mesi, è andata via via migliorando e sono cambiate anche le richieste che hanno cominciato ad assumere la forma del “aiutami a capire sempre di più e sempre meglio come sono fatto io” rispetto al cambiamento del contesto, tornando su un terreno che ci è decisamente più congeniale”.
E qui si inserisce la variabile smart working.
“Ad esempio, l’utilizzo massivo dello smart working come strumento per contrastare la diffusione della pandemia ha introdotto dei cambiamenti nel modo di far vivere l’azienda ai dipendenti che rimarranno anche dopo che ci saremo lasciati alle spalle il covid e, anche se gli assetti definitivi saranno ancora da trovare, è certo (almeno per quanto rileviamo noi) che questo ha molto influito sulle modalità di utilizzo delle vetture.
Dal nostro osservatorio emerge che oltre il 40% delle flotte che monitoriamo ha percorrenze chilometriche post covid che proiettano un fabbisogno di chilometri inferiore in una forchetta tra il 18 e il 25%.
L’accelerazione che si è avuta, ancora una volta post covid, su tutti i temi ambientali ha riflessi evidenti sulla composizione delle car list:
> il 56% dei nostri fleet managers dichiara di voler introdurre car policy green in azienda
> il 17% lo ha già fatto in alcuni casi con misure molto stringenti, per esempio abbiamo tre casi in cui è stato imposto un tetto alle emissioni di CO2 a 60 g/km per tutti i drivers”.
Le nuove richieste.
“Ora le richieste sono più sofisticate e vanno nella direzione dell’ibridazione delle soluzioni di approvvigionamento (se parliamo di noleggio, ad esempio, si sfumano sempre di più i confini tra breve, medio e lungo termine) perché il nirvana dei nostri fleet manager sarebbe di avere soluzioni realmente pay per use o di subscription (abbonamento) che abbiano come riferimento non più i singoli contratti delle singole auto ma l’intera flotta ed il suo utilizzo. La maggior parte crede (e io sono tra questi) che la telematica possa dare grandissimo impulso e contributo alla costruzione di formule innovative.
Noi siamo sempre più chiamati non solo a fornire supporto alle decisioni ma anche ad integrare soluzioni di mobilità che vadano incontro alle esigenze di flessibilità e di sostenibilità che sembrano essere due tra i caratteri distintivi di una flotta moderna e ben gestita”.

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